Recensione: “Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il Disturbo Ossessivo-Compulsivo”

7 Apr , 2019 - Recensioni

Recensione: “Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il Disturbo Ossessivo-Compulsivo”

Autore  Gabriele Melli

Ed. Erickson

Anno 2018

Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce il 2-3% della popolazione senza distinzione tra sessi e culture e può essere estremamente invalidante arrivando a limitare le persone nella sfera lavorativa o scolastica, sociale e familiare, riducendo quindi la qualità della vita della persona e dei suoi familiari, oltre a determinare una forte sofferenza.

Spesso le persone che soffrono di questo disturbo pensano di stare impazzendo, spaventati dalla presenza di questi bizzarri pensieri che sono le ossessioni e dall’incapacità di resistere a mettere in atto compulsioni, rituali, evitamenti, ecc. I familiari, che non riescono a capire e dunque ad aiutare il proprio caro, si trovano a subire le scomode conseguenze della presenza del disturbo e a diventare fattori di mantenimento loro malgrado.

Conseguenza di questa situazione è, spesso, la tendenza a nascondere la presenza del disturbo ossessivo per vergogna, a deprimersi a causa delle conseguenze che porta con sé oppure a ricercare aiuto senza sapere a chi rivolgersi e ad abbattersi nel tentativo di trovare soluzioni fino ad arrendersi.

La letteratura scientifica sul disturbo ossessivo-compulsivo è molto vasta e variegata e il suo studio è tutt’ora in corso, tuttavia esistono evidenze scientifiche che hanno permesso di creare protocolli di intervento cognitivo-comportamentali efficaci per la gestione delle ossessioni.

E proprio su tali protocolli si basa “Vincere le ossessioni”, un manuale di auto-aiuto per coloro che soffrono del disturbo ossessivo-compulsivo e per i loro familiari.

Il libro si suddivide in tre parti. La prima parte spiega la natura del disturbo ossessivo e pone le basi teoriche su cui poggia l’intervento in modo semplice e sintetico, ma preciso. Queste prime pagine ci permettono di capire cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo e le sue caratteristiche entrando anche nel dettaglio delle diverse tipologie in cui viene distinto in ambito clinico.

Per non correre il rischio che il lettore si riconosca in questo disturbo erroneamente segue un capitolo su come distinguere la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo dalla presenza di altri disturbi che presentano una sintomatologia simile, aiutandolo ad eseguire quella che in termini tecnici viene detta “diagnosi differenziale”.

Segue la risposta ad una delle classiche domande sul disturbo ossessivo-compulsivo: da dove viene? da cosa è causato? Vengono qui riassunte le ipotesi provenienti dall’ambito psicologico e neurobiologico. La prima parte si conclude con la descrizione degli interventi evidence-based per la gestione del disturbo ossessivo-compulsivo: il trattamento farmacologico e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

La seconda parte riguarda l’intervento, partendo dalla presentazione di un questionario di autovalutazione dei sintomi e della gravità del disturbo, la Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Y-BOCS), completa di scoring. Il lettore potrà, grazie a tale strumento valutare la situazione iniziale ed i miglioramenti che andrà ad ottenere.

Nel capitolo successivo troviamo l’educazione al disturbo, che fornisce le informazioni necessarie per comprendere ed affrontare l’intervento che seguirà nei capitoli successivi. Nel corso degli anni la ricerca, infatti, ha evidenziato che i pensieri delle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo vengono a tutti noi, ma vi sono alcune differenze in termini di pensieri e comportamenti che seguono il presentarsi di tali pensieri. Queste differenze sono determinanti nel persistere delle ossessioni e nella messa in atto delle compulsioni tipiche del disturbo e la loro conoscenza e comprensione permetterà di capire e  faciliterà la fase di intervento.

Di seguito comincia il programma di esposizione e prevenzione della risposta, tecnica comportamentale di comprovata efficacia per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo. Il lettore che avrà deciso di intraprendere questo programma viene seguito passo per passo nella creazione della gerarchia di esposizione e prevenzione della risposta e guidato nella sua attuazione. Per facilitare questa fase vengono forniti casi esemplificativi relativi a tutte le tipologie di disturbi ossessivi con le rispettive scalette di esposizione e prevenzione della risposta.

Il trattamento si differenzia in caso di disturbo ossessivo con presenza di compulsioni e in caso di ossessioni pure. Molto utili sono i suggerimenti forniti per superare le situazioni di difficoltà nel corso del programma, che rispecchiano le più comuni difficoltà che si possono incontrare nella pratica clinica. Si conclude il programma con la prevenzione delle ricadute. La ricaduta nel disturbo-ossessivo è altamente probabile, quindi una serie di suggerimenti per non demoralizzarsi e per prevenirla sono sicuramente un valido aiuto perché non accada.

La terza parte è rivolta a familiari ed amici ai quali vengono forniti alcuni suggerimenti su come sostenere la persona ed evitare tipici errori di chi ignora questo disturbo.

Il dubbio che può comprensibilmente sorgere a coloro che sono affetti da un disturbo ossessivo-compulsivo potrebbe essere quello di scegliere se procedere al trattamento da soli, data la complessità del disturbo. In risposta a questo interrogativo all’interno del libro si trovano utili indicazioni per decidere se intraprendere questo programma da soli o rivolgersi a professionisti esperti.

Approfondimento: Psicoterapia

Cerchi aiuto per te o un tuo caro?

Nome(Obbligatorio)
Vuoi prenotare un colloquio? Parlaci del problema che vuoi risolvere.
Consenso Privacy(Obbligatorio)
Ho letto l'informativa privacy e acconsento alla memorizzazione dei miei dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR. (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a ...) Privacy Policy

Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

Contattaci

Prenota subito una visita Scrivici, ti risponderemo il prima possibile.

    Nome(Obbligatorio)
    Vuoi prenotare un colloquio? Parlaci del problema che vuoi risolvere.
    Consenso Privacy(Obbligatorio)
    Ho letto l'informativa privacy e acconsento alla memorizzazione dei miei dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR. (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a ...) Privacy Policy