Paura di fare male: le ossessioni violente

26 Mar , 2019 - Disturbi

Paura di fare male: le ossessioni violente

Al telegiornale si sentono sempre notizie violente e tragiche. Aggressioni, omicidi, violenza domestica e abusi sessuali. E’ normale provare una repulsione quanto si ascoltano queste storie. A volte però potresti trovarti a pensare come una persona possa fare qualcosa di simili. Magari potresti avere paura per la tua sicurezza o per quella della tua famiglia.

Per chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), questa paura può diventare molto particolare. Piuttosto che avere paura che loro o i loro cari siano delle vittime di questi gesti, temono di poter perdere il controllo e commettere queste azioni loro stessi.

Parte tutto da un semplice pensiero: ‘e se facessi del male a qualcuno?’. Questo pensiero diventa poi un’ossessione vera e propria che provoca ansia e disagio. Dopotutto, sarebbe terribile perdere il controllo e commettere un gesto simile.

Tutti noi vogliamo evitare l’ansia e prevenire che accadano delle disgrazie. Così una persona può trovarsi a fare qualche cosa per assicurarsi di non fare del male a nessuno. Queste sono, appunto, le compulsioni.

La compulsione funziona, però temporaneamente. Riduce l’ansia e rassicura, allontanando l’ossessione, che però ritorna provocando un circolo vizioso con altre compulsioni.

Magari sei in cucina che stai preparando un soffritto e impugni un coltello grande e affilato. Si avvicina il tuo partner per chiederti se vuoi una mano. All’improvviso ti passa per la testa l’immagine di lui che sanguina con un coltello nella schiena. Ti chiedi: ‘e se lo accoltellassi? Forse è così che le persone iniziano a impazzire. Sono pensieri da assassini… magari parte tutto da questi pensieri’.

Così rispondi che fai da solo ma intanto appoggi il coltello, così per sicurezza. Dopotutto, non si sa mai.

Col tempo una persona che lotta con questi pensieri può ricorrere a preghiere per rassicurarsi, oppure pensieri positivi. Può far sparire tutti i coltelli o smettere di utilizzarli. Alla lunga le persone si colpevolizzano, pensano di essere pazze, strane o malvagie. Un pensiero tipico, ad esempio, è che: ‘se lo penso significa che sotto, sotto, c’è una parte di me che lo farebbe’.

Il disturbo ossessivo-compulsivo parte da un pensiero. Può essere un dubbio, un’immagine o avere una forma verbale – come le parole. Da li nasce una paura, accompagnata dal dubbio. Dai tentativi di scacciare questi pensieri e queste emozioni negative nascono le compulsioni, che negli anni possono assumere la forma di rituali lunghi e complessi.

La verità è che chi soffre di questi problemi, è verosimilmente la persona che ha meno probabilità di fare del male al prossimo.

Molto spesso chi soffre di questi problemi è consapevole che sono – almeno in parte – irrazionali e se ne vergogna.

Per fortuna la psicoterapia ha sviluppato degli interventi specifici per questi problemi. Il trattamento con l’esposizione con prevenzione della risposta risulta il più efficace trattamento che abbiamo a disposizione per sconfiggere questi problemi.

Come mai ho questi pensieri?

Una domanda tipica che fa chi soffre di ossessioni violente è sui motivi che causano questi pensieri. Diciamo che dietro ci sono molti fattori che vanno esaminati caso per caso per spiegare al meglio il funzionamento del problema.

Semplificando, questi pensieri vengono a chi non vuole fare nulla di male al prossimo.

Siamo bravissimi a immaginare le cose. Se per te la cosa peggiore al mondo è essere aggressivo, sarai molto attento a tutto ciò che ha a che fare con la violenza. Cercherai di controllare la rabbia e ogni pensiero o notizia che riporti spargimenti di sangue ti colpirà molto.

Un altro punto importante è che non sono pensieri che ha solo chi soffre di questi problemi. Sono pensieri normalissimi che fa chiunque. La maggior parte delle persone non li prende sul serio e li scorda il secondo successivo.

Chi vive male anche solo l’idea di poter fare male al prossimo, viene profondamente colpito da questi pensieri.

Qualcuno ci potrebbe ridere su, se penso a un elefante rosa non penso che: ‘allora gli elefanti rosa esistono’. Ma se faccio un pensiero verosimile potrei prenderlo troppo sul serio. Dargli molta importanza e preoccuparmi. Potrei essere spaventato da questi pensieri al punto di aspettarmeli sempre e di controllare ripetutamente cosa penso per vedere che non stia pensando a gesti violenti.

Ma se cerchi di non fare pensieri violenti a cosa penserai? Ovviamente a dei gesti violenti.

Paure di fare del male agli altri comuni

Le ossessioni di fare del male possono prendere molte forme differenti tra le quali:

  • Accoltellare qualcuno
  • Colpire con un bastone
  • Pugnalare con una penna, una matita o delle forbici
  • Violentare sessualmente
  • Spingere una persona giù per le scale
  • Buttare qualcuno sotto un treno in arrivo
  • Gettare qualcuno in strada finché passa un’auto
  • Molestare dei bambini
  • Paura di uccidersi

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Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

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