Disturbo affettivo stagionale

26 Mar , 2019 - Disturbi

Disturbo affettivo stagionale

Il disturbo affettivo stagionale non è un semplice malumore legato all’inverno ma un vero è proprio disturbo. I sintomi possono essere veramente schiaccianti e ridurre il funzionamento nella vita quotidiana.

È un problema più comune nelle donne che negli uomini e solitamente dura 5 mesi l’anno.

Che cos’è il disturbo affettivo stagionale?

Il disturbo affettivo stagionale è una forma di depressione stagionale o invernale. Chi soffre di disturbo affettivo stagionale soffre cambiamenti d’umore simili a quelli della depressione. I sintomi solitamente si presentano nel corso dell’autunno e dell’inverno, in periodi in cui c’é meno luce, e migliorano con l’arrivo della primavera. I mesi più difficili sono gennaio e febbraio. Sebbene sia molto più raro ci sono persone che soffrono di disturbo affettivo stagionale durante l’estate.

Si pensa che il disturbo affettivo stagionale sia legato ad alcune differenze nella chimica del cervello di chi ne soffre. Le giornate con meno luce potrebbero far reagire queste persone portando a degli spostamenti ai loro ritmi sonno-veglia. Come disturbo è più comune nei paesi che si trovano lontani dall’equatore e che hanno maggiori cambiamenti nella quantità di luce tra le stagioni.

Sintomi del disturbo affettivo stagionale

I sintomi del disturbo affettivo stagionale includono una generale affaticabilità, anche dormendo molto, e fame compulsiva che porta spesso a prendere peso. Oltre a questo si possono osservare sintomi tipici della depressione come:

  • sentimenti di tristezza oppure umore depresso
  • perdita di interesse per attività che in precedenza piacevano
  • incapacità nel provare piacere
  • aumento della fame ma anche diminuzione
  • sonnolenza che porta a dormire di più
  • perdita di energie
  • rallentamento nei movimenti
  • sentimenti di mancanza di valore o di colpa
  • problemi nel prendere decisioni
  • pensieri di morte

Il disturbo affettivo stagionale può insorgere a ogni età ma tipicamente inizia tra i 18 e i 30 anni.

Trattamento

Il disturbo affettivo stagionale può essere trattato in molti modi tra cui la psicoterapia, la terapia con la luce oppure gli antidepressivi. Anche se i sintomi possono migliorare spontaneamente col cambio delle stagioni, la terapia può accelerare il cambiamento e prevenire le ricadute.

La terapia con la luce prevede di sedersi in fronte a delle particolari lampade per almeno 20 minuti al giorno. Generalmente si possono vedere i primi risultati in un paio di settimane.

La psicoterapia raccomandata per il disturbo affettivo stagionale è la psicoterapia cognitiva e comportamentale. Mentre per gli antidepressivi si usano gli stessi utilizzati per la depressione ovvero gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DMS-5) questo disturbo è identificato come disturbo depressivo maggiore con andamento stagionale.

Approfondimento: Psicoterapia

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Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

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