Distimia

Francesco Sanavio - 2 Febbraio, 2024

Il disturbo depressivo persistente – chiamato anche distimia – è un disturbo depressivo cronico. Potresti perdere interesse nelle normali attività quotidiane, sentirti senza speranze, essere meno produttivo e soffrire di bassa autostima e sentimenti di inadeguatezza.

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Cos’è la distimia?

La distimia o disturbo depressivo persistente è un disturbo depressivo. Rispetto agli episodi depressivi si distingue per una ridotta intensità dei sintomi ma una maggiore durata. Caratteristica della distimia è un umore depresso presente per quasi tutto il giorno, praticamente ogni giorno per almeno due anni. Negli adolescenti e nei bambini per diagnosticare la distimia basta una durata di un solo anno.

La distimia colpisce circa il 2% della popolazione ogni anno. Spesso inizia in adolescenza o nella prima età adulta ed ha un andamento cronico.

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Sintomi della distimia

I sintomi della distimia possono avere un andamento ciclico negli anni. Possono andare e venire a seconda dei periodi, con intensità differenti. Solitamente, però, i sintomi non scompaiono per più di un paio di mesi per volta.
A volte puoi andare incontro a degli episodi depressivi prima o mentre soffri di distimia. Questa è chiamata doppia depressione.

I sintomi della distimia (disturbo depressivo persistente) includono:

  • Perdita di interesse nelle attività quotidiane
  • Tristezza e problemi a dormire
  • Sensazione di vuoto
  • Perdite di speranza e senso di colpa
  • Stanchezza o mancanza di energia
  • Bassa autostima oppure sentimenti di inadeguatezza
  • Tendenza all’autocritica e rimuginio sul passato
  • Irritabilità o crisi di rabbia
  • Difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni
  • Minore produttività
  • Tendenza a evitare situazioni sociali
  • Scarso appetito ma anche tendenza a mangiare troppo

Complicazioni

Alcune complicazioni della distimia possono essere:

  • Ridotta qualità della vita
  • Depressione maggiore
  • Ansia e disturbi d’ansia
  • Abuso di sostanza
  • Difficoltà relazionali e conflitti familiari
  • Problemi a scuola o a lavoro
  • Scarsa produttività
  • Dolore cronico e altri problemi medici
  • Pensieri suicidi
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Cause e fattori di rischio

Le cause della distimia non si conoscono. Come per la depressione maggiore e altri problemi psicologici, ci sono diversi fattori che contribuiscono allo sviluppo del disturbo. Tra questi ci possono essere:

  • Genetica: la distimia è più comune nei consanguinei di chi ne soffre. Questo indica che vi sia una predisposizione genetica;
  • Eventi di vita: come con altri disturbi depressivi, alcuni eventi traumatici come la morte di persone care, problemi economici oppure forti stress possono fungere da elementi chiave nello sviluppo della distimia;
  • Chimica del cervello: i neurotrasmettitori – molecole deputate all’equilibrio delle varie funzioni del cervello – giocano un ruolo nella depressione. Alcuni studi mostrano che i cambiamenti in questi funzionamenti possono incidere sulla regolazione dell’umore.

Quando si parla di salute mentale si parla di fattori di rischio piuttosto che di cause. I fattori di rischio sono quegli elementi che possono rendere più probabile che si sviluppi un disturbo.

Tra quei fattori che pare aumentino il rischio di sviluppare la distimia troviamo:

  • Avere un familiare che soffre di disturbi depressivi
  • Eventi traumatici o stressanti come la perdita di una persona amata oppure problemi finanziari
  • Caratteristiche di personalità come un’emotività negativa, bassa autostima, tendenza a dipendere dagli altri, tendenza all’autocritica e pessimismo
  • Una storia di altri disturbi psicologici, come i disturbi della personalità

Trattamento della distimia

I trattamenti più efficaci della distimia includono sia la psicoterapia che la terapia farmacologica. Le psicoterapie consigliate per questo problema sono la terapia cognitiva e comportamentale e la terapia interpersonale.

Il trattamento psicoterapeutico della distimia

La psicoterapia per la distimia prevede una parte di terapia comportamentale volta a migliorare l’umore e riprendere alcune attività che ti tengano impegnato e migliorino l’adattamento sociale e il funzionamento sul lavoro. La terapia cognitiva invece punta a identificare alcuni modi di pensare automatici e correggerli in modo da non dare peso ai pensieri, non reagire con emozioni negative e ridurre il tempo passato a dare attenzione al problema.

Il trattamento farmacologico

I tipi di antidepressivi più comunemente utilizzati per trattare la distimia sono:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)
  • Antidepressivi triciclici (TCA)
  • Inibitori della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina (SNRI)
  • Parla con uno psichiatra per discutere di un’eventuale terapia farmacologica e dei suoi effetti collaterali.

Scopri come gli psicologi online di Psicoterapia Scientifica possono aiutarti per questo problema: contattaci per una prima valutazione iniziale.

Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

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Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

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