Depressione senile

Francesco Sanavio - 12 Luglio, 2024

La depressione è una condizione clinica: un disturbo dell’umore che necessita di cure. Il disturbo depressivo, infatti, comporta sintomi che influenzano l’umore e le attività quotidiane. La maggior parte delle persone che soffre di depressione, inclusa la depressione senile, necessita di cure per stare meglio.

Prenota valutazione preliminare
depressione senile

Cos’è la depressione senile

La depressione è una condizione clinica e non consiste semplicemente nel sentirsi tristi e un po’ giù. Si tratta di un disturbo dell’umore comune ma che necessita di cure. Il disturbo depressivo, infatti, comporta sintomi che influenzano il modo in cui ti senti, pensi e gestisci le attività quotidiane, come dormire, mangiare e lavorare. La depressione è pertanto una vera malattia. Contrariamente al senso comune, non è un segno di debolezza o un difetto caratteriale. Non si può “scappare” dalla depressione clinica. La maggior parte delle persone che soffre di depressione, inclusa la depressione senile, necessita di cure per stare meglio.

psicoterapia-scientifica-disturbo-depressione-senile
psicoterapia-scientifica-disturbo-depressione-senile-sintomi

Depressione senile: sintomi

Sebbene la depressione sia un problema comune tra gli anziani (Gum et al., 2009; Wetherell et al, 2005; Reynolds & Charney, 2002), di fatto non è la regola nel naturale processo dell’invecchiamento. In effetti, gli studi dimostrano che la maggior parte degli anziani si sente soddisfatta della propria vita (Charles, 2011; Scheibe, & Carstensen, 2010), nonostante il sopraggiungere di malattie o problemi fisici. Tuttavia, è necessario considerare che gli importanti cambiamenti nella vita che si verificano con l’avanzare dell’età possono sfociare in sentimenti di disagio, stress e tristezza. Spesso infatti si parla di depressione reattiva nell’anziano.

Si pensi ad esempio alla morte di una persona cara (Kastenbaum, 1999), all’uscita dai contesti produttivi e l’ingresso in quelli assistenziali e sanitari (Sterns & Dawson, 2012) o al dover affrontare una grave malattia (Aldwin et al., 2007; Schulz & Heckhausen, 1996). Tutti questi eventi possono lasciare le persone tristi o ansiose. Dopo un iniziale periodo di adattamento, molti anziani possono ritrovare il proprio equilibrio emotivo, tuttavia questo potrebbe non accadere, con il conseguente sviluppo di depressione.

Le persone anziane depresse sembrano sentirsi stanche, hanno difficoltà a dormire o possono sembrare scontrose e irritabili. I problemi di confusione o di attenzione sottostanti la depressione senile, a volte, sembrano richiamare il morbo di Alzheimer, demenza o altri possibili disturbi cerebrali (Frazer et al., 2005). Gli anziani, inoltre, potrebbero soffrire di più condizioni mediche, come malattie cardiache, ictus o cancro (Butler, & Zeman, 2005; Frazer et al., 1996), che possono causare sintomi depressivi. Talvolta alcuni potrebbero assumere farmaci con effetti collaterali che contribuiscono alla depressione.

Depressione senile: cause e fattori di rischio

I fattori che sembrano aumentare il rischio di depressione nelle persone anziane includono:

  • Essere donna
  • Essere celibe, divorziato/a o vedovo/a
  • Mancanza di una rete sociale di supporto
  • Eventi di vita stressanti
  • Concomitanti condizioni fisiche come: ictus, ipertensione, fibrillazione atriale, diabete, cancro, demenza e dolore cronico aumentano ulteriormente il rischio di depressione.

Inoltre, esistono alcuni fattori di rischio per la depressione spesso osservati negli anziani:

  • Uso di alcuni medicinali o combinazioni di medicinali
  • Danni all’immagine corporea (da amputazione, chirurgia del cancro o infarto)
  • Mancanza di autonomia, sia per il ricovero in ospedale che per la necessità di assistenza sanitaria a domicilio
  • Disabilità
  • Storia familiare di disturbo depressivo maggiore
  • Timore della morte
  • Vivere da soli, isolamento sociale
  • Altre malattie
  • Tentativi di suicidio pregressi
  • Storia precedente di depressione
  • La recente perdita di una persona cara
  • Abuso di sostanze
psicoterapia-scientifica-disturbo-depressione-senile-come-comportarsi

Depressione senile: come comportarsi

Se sei preoccupato per un parente o un conoscente, potresti chiederti quale sia la terapia più indicata per la depressione senile. La maggior parte delle persone depresse trova utile il sostegno della famiglia e degli amici, il coinvolgimento in gruppi di auto-aiuto e di sostegno e la psicoterapia (Pinquart et al., 2007; Scogin et al., 2005).

La psicoterapia è particolarmente utile per coloro che hanno attraversato momenti di grande stress nella vita (come la perdita di amici e familiari, trasferimento da casa, problemi di salute) o che non possono assumere farmaci a causa di effetti collaterali, interazioni con altri farmaci o altre malattie mediche.

La psicoterapia negli anziani consente di affrontare un’ampia gamma di conseguenze funzionali e sociali della depressione. Il ricorso combinato alla psicoterapia insieme a farmaci antidepressivi è raccomandato.

Se conosci qualcuno con depressione senile, tieni a mente che:

  • Potresti essere la prima persona a notare la depressione. Incoraggiali a chiedere aiuto. Dì loro che la depressione è abbastanza comune e che può essere curata. Potrebbero aver bisogno di essere rassicurati sul fatto che non stanno “impazzendo”. Puoi suggerire loro di vedere il proprio medico di famiglia e offrirti di andare con loro
  • Le persone depresse, soprattutto anziane, si stancano facilmente. Prova ad offrire un aiuto pratico, come fare la spesa o fare le pulizie. Potrebbero aver bisogno di ricordare di mangiare correttamente
  • Non costringerli a parlare. Il solo fatto di stare con qualcuno è spesso utile
  • Sii paziente. Le persone depresse spesso chiedono costanti rassicurazioni o si convincono di avere un qualche problema fisico. Spesso è perché hanno paura o non capiscono cosa sta succedendo loro
  • Non giudicare e sii di supporto: la depressione è una malattia che può essere curata

Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

Contattaci

Prenota subito una visita Scrivici, ti risponderemo il prima possibile.

    Nome(Obbligatorio)
    Vuoi prenotare un colloquio? Parlaci del problema che vuoi risolvere.
    Consenso Privacy(Obbligatorio)
    Ho letto l'informativa privacy e acconsento alla memorizzazione dei miei dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR. (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a ...) Privacy Policy