Depressione post-partum

Francesco Sanavio - 11 Luglio, 2024

La nascita di un figlio può portare con sé emozioni come gioia ed eccitazione ma anche ansia e paura, poiché può essere un evento molto stressante. La depressione post partum non è un segno di debolezza e con il giusto trattamento può essere sconfitta.

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depressione post partum

Cos’è la depressione post partum?

La nascita di un figlio può portare con sé emozioni intense. Sia emozioni positive come gioia ed eccitazione ma anche ansia e paura. La nascita di un figlio è inoltre un evento che può essere molto stressante.

Il periodo in seguito alla nascita di un figlio rappresenta un momento di fragilità nella vita di molte donne. Un momento in cui è normale avere delle difficoltà con le proprie emozioni. La depressione post partum non è un segno di debolezza né un difetto. A volte può essere una semplice complicazione del parto.

Una buona parte delle donne che partoriscono va incontro ai cosiddetti ‘baby blues’Si tratta di oscillazioni dell’umore che portano tristezza, pianto, ansia e difficoltà a dormire. Solitamente i baby blues iniziano pochi giorni dopo la nascita del neonato e durano qualche settimana.

Alcune madri, però, possono sviluppare dei problemi d’umore più importanti e duraturi. Dei veri episodi depressivi che prendono il nome di depressione post partum.

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Baby blues: sintomi

La depressione post-partum colpisce una percentuale compresa tra il 10 e il 20% delle nuove mamme (Miller, 2002) entro sei mesi dal parto. I baby blues invece colpiscono il 50% delle donne.

sintomi dei baby blues possono includere:

  • sbalzi d’umore
  • ansia
  • tristezza
  • irritabilità
  • sensazione di essere sopraffatta
  • pianti frequenti
  • scarsa concentrazione
  • mancanza di appetito
  • difficoltà a dormire

Depressione post partum: sintomi

I sintomi della depressione post partum possono essere scambiati per quelli dei baby blues. La differenza è nell’intensità e nella loro durata. Solitamente una depressione post partum vera e propria, rende difficoltoso sia legare con il neonato che gestire attività quotidiane.

sintomi della depressione post partum possono includere:

  • umore depresso
  • forti sbalzi d’umore
  • pianti eccessivi
  • difficoltà a legare con il figlio
  • perdita di appetito oppure mangiare in continuazione
  • distacco dalla famiglia e dagli amici
  • incapacità a dormire oppure passare tutta la giornata a letto
  • affaticabilità e perdita di energia
  • irritabilità e rabbia
  • paura di non essere una buona madre
  • sensazione di impotenza
  • sentimenti di colpa, mancanza di valore e di essere inadeguata
  • difficoltà a concentrarsi, pensare e prendere decisioni
  • ansia e attacchi di panico
  • pensieri di fare del male a se stessa e al bambino
  • pensieri ricorrenti sulla morte e sul suicidio

Se soffri di depressione post partum iniziare subito un trattamento può aiutarti a gestire i sintomi e a risolvere il problema senza che vi siano complicazioni per te e tuo figlio.

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Cause della depressione post partum

Perché ci si ammala di depressione post-partum? Non c’è una singola causa da ricercare. I problemi psicologici sono complessi e di solito sono causati dall’interazione di molti fattori differenti.

I cambiamenti a livello fisiologico giocano un ruolo. Il calo di alcuni ormoni nel tuo corpo (etrogeni e progesterone) può contribuire alla depressione post partum. Anche altri ormoni prodotti dalla tiroide possono calare e lasciarti con sensazioni di stanchezza e tristezza.

Altri problemi emotivi possono avere un impatto sul tuo umore. Quando dormi poco e hai troppe cosa da fare, diventa più difficile gestire anche il minore dei problemi. Puoi sentirti in ansia per i dubbi sulla tua capacità di prenderti cura di tuo figlio. Potresti sentirti meno attraente, in lotta con una nuova identità oppure con la sensazione di aver perso il controllo della tua vita.

Fattori di rischio

Ogni nuova madre può andare incontro alla depressione post partum. Ci sono alcuni fattori, però, che possono renderti maggiormente a rischio di svilupparla:

  • passati problemi di depressione
  • problemi di depressione bipolare
  • episodi di depressione post partum in altre gravidanze
  • familiari che soffrono di depressione
  • presenza di eventi stressanti nell’ultimo anno
  • avere avuto un figlio con problemi di salute
  • parto gemellare
  • difficoltà ad allattare
  • gravidanza che non era stata pianificata

Se non trattata, la depressione post partum può interferire nel legame tra madre e figlio e portare a problemi nella famiglia.

Per le madri una depressione post partum non curata può durare per parecchi mesi e a volte diventare un disturbo depressivo cronico. Anche se trattata può aumentare il rischio di ulteriori episodi depressivi.

Per i neonati avere una madre depressa in questa delicata fase della vita può portare a un aumento del rischio di soffrire di problemi emotivi e comportamentali. Ad esempio, difficoltà a dormire e a mangiare, crisi di pianto, ritardo nello sviluppo del linguaggio e maggiore rischio di sviluppare a propria volta una sindrome depressiva.

Trattamento della depressione post partum

La cura della depressione post partum è simile a quella della depressione. I trattamenti più efficaci sono la psicoterapia cognitiva e comportamentale e la terapia farmacologica.

Nella terapia cognitiva e comportamentale imparerai a mettere alla prova e cambiare i pensieri e le credenze che provocano la depressione. Con altre tecniche invece punterai a migliorare il funzionamento quotidiano, a ristabilire l’umore e a migliorare il sonno.

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Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

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