La depressione endogena

16 Ago , 2021 - Disturbi

La depressione endogena

Qual è il significato di depressione endogena?

Psichiatri e ricercatori erano soliti classificare la depressione utilizzando una coppia di termini derivati dal latino: endogeno (che significa “dall’interno”) ed esogeno (“dall’esterno”). Questa classificazione aveva lo scopo principale di indicare se la depressione di una persona provenisse da cause interne (ad esempio di carattere genetico) o da cause esterne (come un evento stressante o traumatico) (Kahn, 1954).

La depressione esogena viene comunemente depressione reattiva.

La vecchia credenza era che la distinzione fosse necessaria e che i due tipi di depressione esigessero trattamenti differenti (Andrus et al, 2012). Negli ultimi decenni, tuttavia, la ricerca non ha fornito prove sufficienti a sostegno di questa teoria.

Oggi, la maggior parte dei professionisti della salute mentale effettua una diagnosi generale, basata sui sintomi, di disturbo depressivo maggiore. Allo stato attuale, secondo la ricerca scientifica, gli stessi tipi di trattamento possono essere utilizzati per la depressione maggiore, sia essa “endogena o esogena” (Malki, 2014). 

Tuttavia, a volte, per una maggiore comprensione della condizione clinica della persona, può ancora essere utile per gli operatori sanitari e della salute mentale ricorrere al concetto di cause endogene ed esogene della depressione maggiore.

Depressione endogena: sintomi

Esiste una notevole sovrapposizione rispetto ai sintomi della depressione endogena ed esogena. La differenza fondamentale è rappresentata dalla presenza o meno di un evento scatenante per un episodio di depressione, piuttosto che dai sintomi specifici.

I sintomi della depressione endogena includono:

  • sentimenti persistenti di tristezza o disperazione
  • perdita di interesse per attività o hobby che una volta erano considerati piacevoli, inclusa l’attività sessuale
  • fatica
  • mancanza di motivazione
  • difficoltà a concentrarsi, pensare o prendere decisioni
  • difficoltà ad addormentarsi o restare addormentati
  • isolamento sociale
  • pensieri di suicidio
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • perdita o aumento dell’appetito

Depressione endogena: diagnosi

I medici e i professionisti della salute mentale utilizzano una serie specifica di criteri per diagnosticare la depressione. Queste linee guida si trovano nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione (DSM-5).

Il criterio principale per una diagnosi di depressione maggiore è un “umore depresso o una perdita di interesse o piacere nelle attività quotidiane per più di due settimane” (American Psychiatric Association, 2014).

Sebbene il manuale distinguesse tra forme di depressione endogene ed esogene, la versione attuale non prevede più tale distinzione. I professionisti della salute mentale potrebbero fare una diagnosi di depressione endogena se i sintomi di depressione sembrano essersi sviluppati senza una ragione apparente. Inoltre, il professionista, potrebbe somministrare test e questionari.

Depressione endogena: come si cura

Superare un disturbo depressivo maggiore richiede sicuramente fatica e impegno, tuttavia è possibile gestire i sintomi con un trattamento combinato di farmaci e terapia. 

I farmaci più comunemente usati per trattare le persone con depressione maggiore (inclusa la depressione endogena) sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e norepinefrina (SNRI). Talvolta è possibile vengano prescritti antidepressivi triciclici (TCA), tuttavia questi farmaci non vengono più utilizzati così ampiamente come una volta, a causa dei notevoli effetti collaterali.

Le linee guida internazionali indicano la psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT) e la terapia interpersonale (IPT) come le due forme di psicoterapie più efficaci per superare la depressione maggiore (Depression Guideline Panel, 1993; National Institute for Clinical Excellence, 2009).

La CBT può aiutarti a rendere più ampio e flessibile il tuo repertorio di pensieri e comportamenti. In questo modo sarà possibile superare quella rigidità che poteva aver contribuito al mantenimento dei problemi.

L’IPT (Klerman et al, 1996; Weissman et al., 2008) può aiutarti a superare le relazioni problematiche che potrebbero contribuire alla tua condizione, esplorando l’area interpersonale problematica più strettamente legata allo sviluppo della depressione.

Nella maggior parte dei casi, una combinazione di farmaci e terapia è efficace nel trattamento di persone con depressione endogena. Le persone con depressione endogena grave o resistenti al trattamento potrebbero aver bisogno di altri interventi per gestire efficacemente i loro sintomi, come farmaci antipsicotici e/o terapia elettroconvulsivante (ECT).

Approfondimento: Psicoterapia

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Raffaello Cortina Editore.
  • Andrus, B. M., Blizinsky, K., Vedell, P. T., Dennis, K., Shukla, P. K., Schaffer, D. J., Radulovic, J., Churchill, G. A.,  & Redei, E. E. (2012). Gene expression patterns in the hippocampus and amygdala of endogenous depression and chronic stress models. Molecular psychiatry, 17(1), 49-61.
  • Depression. Consultato in data 2021, Luglio, 25, da National Institute of Mental Health: https://www.nimh.nih.gov/health/topics/depression/
  • Kahn, E. (1954). Endogenous and Exogenous Depressions. Postgraduate medicine, 16(4), 330-333.
  • Klerman, G. L., Weissman, M. M., Rounsaville, B., & Chevron, E. S. (1996). Interpersonal psychotherapy for depression. In J. E. Groves (Ed.), Essential papers on short-term dynamic therapy (pp. 134–148). New York University Press. (Reprinted from “Psychiatry Update,” 3, 1984, pp. 56–67)
  • Malki, K., Keers, R., Tosto, M. G., Lourdusamy, A., Carboni, L., Domenici, E., Uher, R., McGuffin, P., & Schalkwyk, L. C. (2014). The endogenous and reactive depression subtypes revisited: integrative animal and human studies implicate multiple distinct molecular mechanisms underlying major depressive disorder. BMC medicine, 12(1), 1-14.
  • National Institute for Clinical Excellence. (2009). Depression in adults: recognition and management https://www.nice.org.uk/guidance/cg90
  • Depression Guideline Panel. (1993). Depression in primary care: Volume 2. Treatment of major depression. (Clinical Practice Guideline No. 5). Department of Health and Human Services, Public Health Service, Agency for Health Care Policy and Research.
  • Weissman, M. M., Markowitz, J. C., & Klerman, G. (2008). Comprehensive guide to interpersonal psychotherapy. Basic Books.

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Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

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