‘Avevo un cane nero’: cosa significa vivere con la depressione

26 Mar , 2019 - Trauma

‘Avevo un cane nero’: cosa significa vivere con la depressione

Matthew Johnstone è un illustratore. L’11 Settembre 2001 ha visto le torri gemelle che crollavano. Dal vivo nella sua città, non in televisione. Era già un periodo buio della sua vita ma questo è stato forse un punto di cambiamento. Soffriva di depressione da prima di avere 30 anni. Come un italiano su 12.

Era nato in Australia e crescendo aveva sofferto la depressione di sua madre sulla sua pelle. Anche suo fratello soffriva di depressione. Lui era diventato uno psichiatra e insegnava la mindfulness ai suoi pazienti per aiutarli a combattere contro ‘il cane nero’.

“Ero il tipico creativo, un perfezionista insicuro”, si descrive in una recente intervista. Johnstone era un dirigente oramai. Dopo i primi successi lavorativi a Sydney aveva raggiunto il successo a San Francisco e poi a New York. Ma si continuava a portare dietro questa sofferenza dovendo nasconderla in pubblico. Il suo lavoro lo stava logorando.

Il 12 Settembre 2001 si sveglia nel suo appartamento di New York con la sensazione di essere bloccato. La sua vita era come una strada senza uscita. Certo, ci sono momenti migliori e altri peggiori. La depressione è episodica, un po’ come le stagioni. Ma quel 12 Settembre Matthew si accorge che sta sopravvivendo, non sta vivendo. Recitava una parte in un lavoro che non gli apparteneva veramente. Sopravviveva trascinandosi dietro un grande peso – il suo cane nero. E non era già abbastanza dura vivere con questo peso. In più c’era l’enorme fatica di tenerlo nascosto, facendo finta che andasse tutto bene.

Andava avanti trascinandosi dietro un grande peso – il suo cane nero – che non solo gli impediva di vivere la sua vita ma era anche molto faticoso da tenere nascosto, fingendo che andasse tutto bene.

La vista delle torri quell’undici Settembre – e delle persone che si gettavano dalle finestre pur di non ardere vive – hanno iniziato a fargli mettere le cose in prospettiva. Ha incominciato a pensare di più alla sua situazione. Così un sabato – sei mesi dopo – è arrivato nel suo ufficio e in un solo pomeriggio ha scritto il suo libro. Ha scelto un cane nero come personificazione della sua depressione.

Questo è un libro su cosa significa vivere con la depressione – col cane nero. Da quel libro l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tratto questo breve video:

 

Oltre a continuare a fare l’illustratore adesso Matthew Johnstone è diventato un divulgatore in tema di salute mentale e di mindfulness – la tecnica che lo ha aiutato a lasciare andare il suo cane nero. É anche il direttore creativo del Black Dog Institute, una clinica di Sydney fondata da uno psichiatra.

Approfondimento: Psicoterapia

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Cosa ne pensano di noi i pazienti?

Matteo, 33 anni

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo che all’epoca avevo il pensiero che volevo a tutti i costi farcela da solo e forse perché non credevo che la terapia potesse darmi i giusti strumenti per stare meglio. Poi mi sono deciso a intraprendere un percorso e ho iniziato ad ad imparare a conoscermi meglio e a ragionare su alcune dinamiche ed abitudini mentali che mi riguardavano. La terapia mi ha dato la base per cominciare un percorso di contatto con me stesso e di scoperta

A chi si trova in questa situazione vorrei dire di affidarsi a una persona sensibile, se senti che non è la persona giusta, cambia persona perchè penso sia molto personale, trovando una persona adatta ti può cominciare a dare delle basi per capire che a volte i problemi che abbiamo sono dettati anche da idee sbagliate e limitanti o che portano a sofferenze assurde, per cui provaci! ti voglio bene!

Non riuscivo più a vivere la vita ero ossessionato da alcuni pensieri assurdi che risucchiavano tutte le mie energie. Ricordo […]

Giulio, 53 anni


Una pessima condizione di vita e la consapevolezza della difficoltà a superare i problemi mi hanno convinto a chiedere aiuto. Soffrivo di questi problemi da molti anno ma molte cose che sapevo teoricamente si sono concretizzate grazie a dei metodi “comportamentali” che hanno migliorato tanti piccoli aspetti che fanno un progresso importante.

21 05 29 18:30 AM

Federica, 36 anni

Non aspettare, abbiamo solo una vita

21 05 29 18:30 AM

Giovanni, 25 anni

Non è stato facile prendere la decisione di iniziare una terapia per la paura di mettermi a “nudo” ma la scarsa qualità di vita provocata da ansia e pensieri intrusivi mi ha spinto a fare il primo passo. E con la terapia è migliorato tutto dalle piccole cose che poi pian piano diventano grandi. Ho imparato a conoscermi, a conoscere i meccanismi alla base del mio pensiero e a razionalizzarli così da impattare molto meno a livello emotivo. A chi sta pensando se chiedere aiuto o meno vorrei dire di chiedere aiuto, perché anche solo chiedere è una forma di cura.

21 05 29 18:30 AM

Francesca, 44 anni

è la prima volta che vado da uno psicologo che dopo un paio di visite mi spiega cosa ho e mi lascia un pezzo di carta in cui lo mette per iscritto. lenti ma professionali.

21 05 29 18:30 AM

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